LA TESTIMONIANZA DI UN ADOLESCENTE – EX GAY ED EX PAZIENTE DI JOSEPH NICOLOSI

Dai siti porno gay alla mia nuova vita con Janet

Agosto 2014
Mi chiamo Dan e ho 16 anni. Sono stato in terapia con il dottor Nicolosi per circa 7 mesi.
Prima della terapia ero praticamente un emarginato, non uscivo con nessuno a parte un’altra
persona molto timida come me. Poi i miei genitori hanno scoperto che guardavo siti pornografici
gay e hanno ritenuto che dovessi parlare con qualcuno. All’inizio ero scettico, ma dopo la prima
sessione ero già entusiasta e avevo davvero voglia di andare avanti.
Quando cominciai a parlare con il dott. Nicolosi mi resi conto che c’erano tante cose a cui non
avevo mai pensato. Forse c’era un altro lato del mio cervello pronto ad aprirsi e a pensare a tutte
queste nuove cose a cui non avevo pensato prima.
Per prima cosa, non avevo mai pensato agli effetti a lungo termine che avrebbe comportato
guardare la pornografia gay. Significava che ero gay? E quel tipo di vita che cosa avrebbe
significato nel lungo periodo?
I miei compagni dicevano che essere gay va bene, e così cominciai a pensarlo io stesso. Ma
quando cominciai a pensare che cosa sarebbe successo una volta diventato adulto, cominciai a
vedere le cose in modo diverso.
Prima di cominciare la terapia, stavo parlando via skype con un mio amico. Tenevo la porta chiusa
ma i miei genitori entrarono in stanza e videro che stavo scrivendo in chat al mio amico,
chiedendogli se secondo lui avessi dovuto dire ai miei genitori che ero gay.
Fu così che dissi tutto ai miei. Loro pensarono subito a che cosa avrebbero potuto fare per me. E
poi per fortuna hanno contattato Nicolosi. Mio papà, prima di trovare lui, aveva cercato
dappertutto e aveva avuto dei problemi nel farlo perché non sapeva nulla di queste cose, e non
sono cose di cui si può parlare con gli altri.
All’inizio avevamo provato con un altro terapeuta, che ha cercato di aiutarmi, ma non ha
funzionato per me. Allora mio papà ha continuato a cercare e ha trovato Nicolosi in internet.
Durante la terapia ci siamo concentrati su momenti di vergogna accaduti quando ero più piccolo,
episodi traumatici con i miei coetanei. Eventi che non avevo pensato potessero avere un forte
impatto sulla mia vita fino a quando non li abbiamo affrontati in terapia.
Ho scavato a fondo per dare un significato a tali eventi e quando ho guardato in faccia questi
episodi, mi sono reso conto davvero delle emozioni nascoste che c’erano dietro, perché sono
semplicemente fuoriuscite mentre ero in terapia e hanno smesso di disturbarmi. Ed è un sollievo
quando questo accade perché ti rendi conto di avere trovato la fonte di tutto quello che è andato
storto nella tua vita. Il problema non era tanto la pornografia gay, ma come mi vedevo io rispetto
agli altri ragazzi.
Quando avevo 12 anni il mio migliore amico mi prese in giro davanti a delle ragazze. Per me fu
uno shock. Con Nicolosi abbiamo fatto l’EMDR (desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i
movimenti oculari NDT) su questo episodio e così l’ho superato.
Quando cominciai a pensarci su, mi resi conto che avevo fatto male a lasciarmi abbattere da
quanto accaduto perché probabilmente il mio amico si era già dimenticato di quello che aveva
fatto solo un paio di minuti dopo ma dentro di me quel ricordo è rimasto per così tanto tempo!
(…)
Per quanto l’ EMDR mia abbia aiutato nel superare quei momenti di vergogna del passato, quello
che mi ha aiutato di più è stato crescere nell’autostima. Partecipare alla vita sociale e alle attività
insieme agli altri maschi mi ha davvero aiutato molto perché prima della terapia non osavo
nemmeno ordinare del cibo in un locale, da quanto ero timido.
Prima di cominciare la terapia quando incrociavo un ragazzo a caso per strada provavo
immediatamente una fitta al cuore e quello shock improvviso. Durante la terapia ci sono stati degli
alti e bassi, ma alla fine sono arrivato al punto in cui posso guardare un altro ragazzo o
un’immagine di un altro ragazzo per tutto il tempo che voglio, senza sentire niente.
Il cambiamento non succede per caso: ho dovuto guardarmi dentro molto e ho dovuto impegnarmi
parecchio ma man mano che passa il tempo e la verità viene fuori, ti rendi conto di quello che vuoi
davvero.
La televisione propone molti modelli gay positivi, e io penso che se altri vogliono seguirli, possono
farlo, ma dopo le esperienze che ho fatto, capisco molto bene che quella vita non sarebbe stata
per me.
Le mie attrazioni eterosessuali sono cresciute parecchio. Più pensavo al significato delle mie
attrazioni omosessuali, e su cosa erano basate, più le mie attrazioni eterosessuali crescevano. Non
ho ancora la ragazza ma le ragazze ora mi possono eccitare tanto quanto mi eccitavano le
immagini maschili prima di cominciare la terapia. Un giorno potrò sposarmi, cosa a cui prima non
avevo pensato.
Qualche sera fa ero a una festa e mi stavo divertendo parecchio e ho pensato a tutte le occasioni
di socializzazione che ho perso nel passato per via della paura, che Nicolosi chiama “l’anticipazione
della vergogna”.
(…)
Una delle cose che mi preoccupava di più era il fatto di avere già detto ai miei compagni che ero
gay, e loro mi avevano trattato come una celebrità. Quando ho cominciato a cambiare, ho
cominciato a preoccuparmi del fatto che avrei potuto deluderli. Il migliore consiglio che darei a un
ragazzo come me è: non preoccuparti di quello che pensano gli altri, o dell’effetto che avrà su di
loro: pensa all’effetto che avrà su di te: i tuoi amici ti diranno anche che non c’è nessun problema
nell’essere gay, poi però sono loro quelli che si sposeranno con una persona del sesso opposto e
avranno dei figli.
La cosa importante è la motivazione, perché se uno non ha motivazione non vede la cosa in modo
realistico, non pensa a quello che può succedere sul lungo periodo. Non mollate, anche se può
sembrare dura. Se continuate sulla strada intrapresa alla fine ci arriverete.
Alla fine della terapia, quando guardavo le immagini pornografiche gay non mi eccitavo più per
nulla. Nicolosi mi ha aiutato a vedere le immagini pornografiche in modo realistico. Ora se penso a
quegli uomini e alle foto che fanno per far provare piacere ad altri ragazzi, vedo quanto siano
ridicole quelle immagini.
L’altra sera stavamo tutti ballando sull’autobus ( era un autobus per i party) e l’ambiente era molto
piccolo ed eravamo in tanti e ad un certo punto mi sono messo a ballare con Janet. Stavamo
ballando e lei si è avvicinata molto a me e io mi sono eccitato in un modo molto fisico e mi sono
sentito davvero bene. Una di quelle cose che non vuoi fermare. Ѐ stata una bellissima sensazione.
Sono sicuro che lei ha notato ma non ha detto nulla. Però ha sorriso.

(N.b : la testimonianza in lingua originale si trova nella sezione CLIENT STORIES del sito di Joseph Nicolosi)

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